Era il 2010 quando decisi di raccontare attraverso un sito web la storia di mio padre e della nostra famiglia.

Varcai così i confini del web aprendo questa finestra sul mondo chiamata “Il Paladino”.

Non conoscevo nulla sulla costruzione di siti, mi misi alla ricerca e iniziai a studiare da autodidatta per la sua realizzazione.

Il percorso fu lungo e tortuoso, perché la mia immaginazione che aveva aspettative di semplice fattura,  andò in contrasto con quel nuovo mondo per me vasto e complesso.

Scoprii una nuova dimensione, un’esistenza parallela a quella reale: la vita virtuale.

Imparai tanti nuovi termini.

Quindi acquistai uno spazio presso un hosting, mi misi a studiare la seo, i cms, per non parlare della  Privacy Policy che mi spaventò la prima volta che lessi della sua esistenza.

Studiai accuratamente tutti gli obblighi di legge per esserne proprietario e autore.

E infine oltre ai termini tecnici, non dovetti trascurare la netiquette , ovvero il galateo del web fondamentale per ottenere l’approvazione e il rispetto tra utenti e sviluppatori.

Impiegai quattro mesi per riuscire a vedere una prima pagina apparire sul web quasi come avrei desiderato che fosse.

Non era lei effettivamente, da quel momento capii che c’era tanto da studiare, e una volta addentratomi in questo spazio infinito ne rimasi affascinato.

Fu così che mi lasciai coinvolgere, ufficializzando le mie intenzioni con i giganti del web, facendomi verificare come persona, come autore e come proprietario di siti.

Perché l’affidabilità di un sito e del suo autore hanno molta importanza per i motori di ricerca, per ciò che si pubblica e per ottenere una buona visibilità.

Iniziai con una galleria virtuale che ospitava mostre di artisti vari da tutto il mondo.

Il primo a esporre le sue opere sul mio sito fu Buy Huy Quang un artista tibetano molto raffinato nella sua arte.

Mio padre allora novantaduenne, operativo come lo è stato in tutta la vita, e mio consulente assoluto nel campo dell’arte, era entusiasta di questa novità che offriva appunto una finestra sul mondo.

Continuai allora con nuove mostre, presentazioni di libri, poesie, aggiunsi nuove categorie come la fotografia, la scenografia, presentazioni d’arte a trecentosessanta gradi.

Il punto più importante però era che avevo aperto un centro d’arte che rappresentasse ciò che il mio mentore, mio padre, mi aveva trasmesso per tutta la vita: la condivisione.

Per questo la galleria è sempre stata aperta a tutti.

Uno spazio dove maestri e allievi, come tante volte lui mise in atto nella realtà, potessero esporre insieme.

Per un confronto di crescita.

D’altra parte ragionando logicamente, se un maestro non condivide il proprio sapere con gli allievi, non può chiamarsi maestro.

Sarebbe un bravo artista ma non un insegnante.

Così pieno di entusiasmo personale, e cogliendo anche quello del mio preziosissimo tutor, iniziai a curare il sito in ogni sua prospettiva.

La grafica, la velocità, ogni pagina e ogni articolo nei dettagli, creando anche le immagini per arricchire la bellezza del sito.

A norma di legge perché accessibile anche ai diversamente abili.

La privacy policy, i cookies e tutto quanto concerne le caratteristiche per essere considerato affidabile anche dal singolo utente.

Ho inserito la lettura vocale per chi ama ascoltare piuttosto che leggere.

Ho attivato un canale podcast che racconta pagina per pagina l’intero sito, diffuso su tutti i canali podcast sotto la voce “Il Paladino di Andrea Sciavarrello”.

Insomma, ho curato ogni dettaglio, trascorrendo ore e ore sul web e sulla sua costruzione passo dopo passo.

Oggi sono al quindicesimo anno di attività.

Un operazione che economicamente va solo in perdita, un hobby che mi prende tempo.

Perché continuare allora, qual è il senso?

Perché la ricchezza del suo ritorno è impagabile!

Quella ricchezza fatta di essenza, di princìpi, di valori e di arte.

Da un anno a questa parte ho aggiunto anche il blog, che parla appunto di quei valori che sono linfa vitale per tutti e che però stiamo perdendo inconsapevolmente.

Vivo così da sempre, la connessione tra arte e vita per me è naturale,  non potrei assolutamente immaginare il contrario.

Ognuno di noi è un artista ma non lo sa.

Perché “saper vivere” è un arte, e siamo noi a definirne lo stile.

Più siamo attenti alla vita, più dettagli curiamo e più il nostro stile di vita sarà elevato.

Tengo a precisare che escludo dalla parola “stile” tutto ciò che è materiale.

È un mio modo di pensare, è il mio stile di vita, ed è uno degli argomenti trattati maggiormente nel mio blog.

Perché un blog pur non essendo uno scrittore e neanche un blogger?

Essere nato e cresciuto in ambienti artistici, ha ampliato in me l’attenzione per la vita, portandomi così a scegliere nei limiti delle mie possibilità, tutte le prerogative che potessero migliorare l’esistenza.

Attitudini, competenze, valori, virtù, carattere e così via.

L’opportunità di lavorare con il pubblico mi consente di fare molte conoscenze, di fare fronte a un costante confronto con la gente, utile alla mia crescita personale.

Tra queste conoscenze un giorno incontrai una Sovrintendente ai beni culturali di Roma.

Iniziammo a parlare di arte, di monumenti, così raccontandoci ognuno  le proprie esperienze in modo semplice, quasi amichevole.

Quel giorno da lei ricevetti uno dei complimenti più belli che potessi ricevere nella mia vita.

Quella donna di grande cultura, un personaggio che aveva un seguito di persone importanti al suo servizio, si era fermata oltre un’ora con me dicendosi affascinata da come raccontavo le cose.

Leggeva in me quanta passione ci fosse in ogni parola pronunciata.

Le confidai che mi sarebbe piaciuto esporre sul sito i miei pensieri, e così la Sovrintendente mi spronò, dicendomi che dovevo lasciare traccia di ciò che il cuore mi dettasse.

Il desiderio di scrivere è molto semplice, è dettato dal voler metter in luce anche i più piccoli valori della vita, invitando tutti a non perderli, denunciando tutto ciò che ci devia da una eccellente qualità della vita.

Denunciando l’inconsapevolezza nella quale la maggior parte di noi sta vivendo.

L’input della Sovrintendente fu una spinta interiore molto forte, mi diede un grande incoraggiamento, ma non fu abbastanza da farmi iniziare.

Un secondo personaggio mi spinse maggiormente, uno scrittore di Roma conosciuto in un bar della città.

Lo vedevo spesso seduto da solo davanti a un computer e mi chiedevo per curiosità cosa facesse nella vita.

Finché un giorno ci ritrovammo a scambiare qualche parola.

Lui stava scrivendo uno dei suoi libri.

Gli esposi i miei propositi ma anche della mancanza di audacia che al tempo stesso mi frenava.

Mi disse di buttarmi a capofitto nella scrittura, era certo che mi sarebbe piaciuto.

Di farlo libero da qualsiasi timore, per lasciare traccia dei miei pensieri e condividerli con chi li avrebbe letti.

“Fallo per te” mi disse, “e se qualcuno ti seguirà, sarà un valore aggiunto”.

Così mi convinsi e quando accolsi i primi riscontri capii che stavo aggiungendo valore ai miei pensieri, e alla mia persona.

Devo molto a queste due persone, è come se mi avessero preso per gambe e braccia e lanciato in acqua.

In questo grande mare che ormai ha coinvolto pienamente la mia persona.

Scrivo a modo mio, attento a non commettere errori ma so di farne, però poter condividere i mei pensieri in piena libertà, è impagabile.

Di certo non mi aspetto di cambiare il mondo.

A dire il vero non ho neanche aspettative, perché ho imparato che spesso si trasformano in delusioni.

Però ho la speranza, sogno che ciò che scrivo possa sensibilizzare e ispirare molta gente, in modo che tutti insieme possiamo cogliere l’essenza della bellezza della vita.

Un essenza che si sta affievolendo.

E credo che se ognuno accendesse quel barlume di conservazione di questa essenza, la vita potrebbe illuminarsi anche negli angoli più bui.

Mi è doveroso quindi ringraziare chi dedicando qualche minuto al mio blog, continua a leggere ciò che scrivo e a credere nel salvataggio di questi valori.

Rare virtù che migliorerebbero di molto la qualità della vita.

Ringraziandovi ancora, concludo come faccio spesso nei miei articoli, con una frase che trovo molto significativa.

Sii un uomo di valore piuttosto che un uomo di immagine perché un profondo valore porta una buona immagine ma l’immagine non porta alcun profondo valore.
(Re Filippo II di Macedonia)